Quanto guadagna un Direttore Risorse Umane?
- 26 Maggio 2026
- 0 commenti
Analisi delle retribuzioni in Piemonte per aziende medio-grandi
Se ti stai interrogando sulla competitività della tua retribuzione come Direttore delle Risorse Umane, o stai valutando una posizione in questa fascia di mercato, i dati che seguono offrono un quadro preciso e aggiornato. L’analisi di seguito fornita si fonda sui dati raccolti da professionisti inquadrati con il ruolo di Direttore delle Risorse Umane all’interno di aziende medio-grandi (251-1.000 dipendenti) localizzate in Piemonte, inquadrati contrattualmente come Dirigenti e con oltre 10 anni di anzianità nella posizione.
Il ruolo del Direttore Risorse Umane: un profilo versatile
Il Direttore Risorse Umane pianifica e assicura l’implementazione delle politiche e delle strategie di gestione delle risorse umane, in accordo con gli obiettivi strategici dell’azienda e su indicazione del vertice aziendale. Dirige in prima persona le attività di pianificazione, organizzazione, selezione, formazione e sviluppo, relazioni industriali, compensation & benefit, amministrazione del personale. È un dirigente che può gestire manager e specialisti ad elevata competenza. Si tratta di una figura trasversale, che presidia tanto la dimensione operativa quanto quella strategica: dal presidio delle relazioni sindacali alla definizione dei sistemi incentivanti, dalla pianificazione degli organici allo sviluppo del capitale umano. La complessità del ruolo aumenta proporzionalmente alla dimensione e alla struttura dell’organizzazione.
I numeri del mercato: cosa dicono i dati
| Benchmark | 1° Decile | 1° Quartile | Mediana | 3° Quartile | 9° Decile |
|---|---|---|---|---|---|
| RAL | € 78.454 | € 91.103 | € 107.522 | € 126.901 | € 147.361 |
| RGA | € 83.796 | € 100.117 | € 122.028 | € 148.837 | € 178.137 |
La mediana RAL si attesta a € 107.522, mentre la mediana RGA sale a € 122.028, riflettendo il peso significativo della componente variabile su questo inquadramento. L’ampiezza della curva — dal 1° decile al 9° decile si registra uno scarto di circa 69.000 euro sulla RAL — segnala una marcata dispersione retributiva, che rispecchia la variabilità dei contesti organizzativi, dei settori e delle responsabilità effettivamente attribuite alla funzione.
Retribuzione variabile e benefit
Curva retribuzione variabile (relativa ai soli percettori):
| Benchmark | 1° Decile | 1° Quartile | Mediana | 3° Quartile | 9° Decile |
|---|---|---|---|---|---|
| VAR Percepito | 8,8% | 11,5% | 15,4% | 20,7% | 26,9% |
| VAR Target | 9,8% | 13,0% | 17,6% | 24,0% | 31,7% |
La componente variabile è strutturalmente rilevante per questo ruolo. La mediana del VAR percepito è pari al 15,4% della RAL, mentre il VAR target mediano si attesta al 17,6%: uno scarto che indica un parziale mancato raggiungimento degli obiettivi a livello di mercato, o una calibrazione prudenziale dei piani incentivanti.
Per quanto riguarda i benefit, i più diffusi sono:
- Smartphone aziendale (72%)
- PC portatile / Tablet (66%)
- Company car / Auto aziendale (66%)
- Buoni pasto / Mensa o ristorante convenzionato (47%)
- Copertura spese mediche o ospedali / Cassa sanitaria integrativa (46%)
- Polizza assicurativa vita/malattie/infortuni (45%)
- Piano previdenziale integrativo / Fondo pensione (42%)
- Carta di credito aziendale (33%)
- Check-up medico (33%)
Il 35% dei Direttori HR rientra in un piano di welfare aziendale. Tra i percettori, il valore mediano del welfare è pari a € 2.775, con una forbice che va da € 752 (1° decile) a € 10.251 (9° decile).
Clausole accessorie presenti nel mercato:
- Long Term Incentive Plan Equity Based (stock options, phantom stocks, ecc.) — 18%
- Patto di non concorrenza — 14%
- Trattamento di fine mandato (dirigenti) — 4%
- Patto di stabilità / Retention Bonus — 3%
Considerazioni
Il peso della geografia è certamente rilevante, infatti secondo il JP Salary Outlook 2026 dell’Osservatorio JobPricing, la RAL media dei Dirigenti nel Nord Italia è pari a € 106.790, contro € 100.933 nel Sud e Isole: un gap del 5,8% che, se si considera la RGA, sale al 12,9% (€ 123.907 al Nord vs € 109.782 al Sud), in virtù della componente variabile molto più sviluppata nelle strutture del Nord. Le regioni con i salari medi più elevati sono Lombardia, Lazio e Liguria; quelle con i valori più bassi si concentrano nel Mezzogiorno (Molise, Basilicata, Calabria). Se stai valutando il tuo posizionamento rispetto a queste medie nazionali, tieni a mente che il contesto piemontese si colloca in un’area ad alta densità industriale, dove la contrattazione integrativa di categoria può attenuare le differenze rispetto ai benchmark più alti del Nord-Ovest.
La dimensione aziendale e la multinazionalità influenzano in modo apprezzabile il livello retributivo dei Dirigenti. Secondo il JP Salary Outlook 2026, la progressione è chiara e pressoché lineare: si va da una RAL media di € 100.031 nelle microimprese (fino a 10 dipendenti) a € 101.259 nelle piccole (11-50 dipendenti), € 106.822 nelle medie (51-250 dipendenti), € 107.074 nelle medio-grandi (251-1.000 dipendenti), fino a € 112.231 nelle grandi aziende (oltre 1.000 dipendenti).
Il divario complessivo tra microimprese e grandi imprese è del 12,2% sulla RAL.
Si amplifica ulteriormente sul fronte della RGA — dove il peso della quota variabile cresce proporzionalmente alla dimensione — passando da € 106.546 nelle microimprese a € 131.227 nelle grandi aziende, con uno scarto del 24,1%. Quanto alla multinazionalità, i dati mostrano che i Dirigenti di multinazionali italiane con sedi all’estero hanno una RAL media di € 112.011, contro i € 101.682 delle aziende italiane puro mercato domestico: una differenza di circa il 10%, che sale ulteriormente considerando la componente variabile. Le strutture più remunerative per questa qualifica tendono a concentrarsi nei grandi poli industriali e finanziari del Nord.
Come usare questi dati come parametro di riferimento. Se operi in un contesto diverso da quello analizzato — per dimensione aziendale, settore o territorio — la mediana RAL di € 107.522 rimane un punto di orientamento utile, ma va contestualizzata. Un Direttore Risorse Umane in un’azienda con meno di 250 dipendenti, o in una realtà esclusivamente italiana senza proiezione internazionale, potrà trovarsi fisiologicamente al di sotto di questo valore. Viceversa, chi lavora per una multinazionale con perimetro di responsabilità esteso oltre la singola country può collocarsi significativamente al di sopra. Nel valutare la tua total compensation, considera sempre la retribuzione variabile e il welfare aziendale come componenti strutturali del pacchetto: per questa figura, la differenza tra RAL e RGA mediana supera i 14.000 euro, un dato che non può essere trascurato nella negoziazione o nel benchmark.
Fonte dati: jp·analytics – Jobpricing, InstantBenchmark – Estrazione maggio 2026. I dati si riferiscono al mercato italiano per la posizione di Direttore Risorse Umane, inquadramento dirigenti, dimensione aziendale medio-grande (251-1.000 dipendenti), anzianità nella posizione oltre 10 anni, regione Piemonte. Dati sulla dimensione geografica e aziendale: JP Salary Outlook 2026, Osservatorio JobPricing.
Potrebbe interessarti anche
- Come gestire i talenti e la retention in aziende multi-filiale
- Come può l’HR gestire i conflitti tra manager e dipendenti
- Il mercato del lavoro per un HR a Cuneo e Provincia
- Lavorare nella funzione HR di Concessionarie automotive
- Strategie di un HR Manager per lavorare con una Proprietà demanding
- Come comunicare con Operai e Manager quando sei in HR?
- Gestire il cambiamento quando si è alla guida di un team Digital
- Decisioni data-driven nell’e-commerce quando i dati sono incompleti
- Cosa fa un Digital Product and Content Manager
- Come diventare Digital Product and Content Manager nell’e-commerce; un possibile percorso


