Quanto conta il colloquio rispetto al cv?
- 28 Maggio 2026
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Giulia chiede:
“Una cosa che non ho mai capito: quanto conta davvero il colloquio rispetto al curriculum?“
Cara Giulia,
per dirla con una frase: il CV ti fa entrare, il colloquio decide se resti.
Il curriculum è fondamentale, certo. È il tuo biglietto da visita, quello che permette al recruiter di capire in pochi secondi se hai le basi per essere presa in considerazione. Ma il suo ruolo, nella maggior parte dei casi, finisce lì: aprire la porta.
Il colloquio, invece, è tutta un’altra partita.
È il momento in cui chi hai scritto su carta deve prendere forma. Il recruiter non sta più valutando solo cosa hai fatto, ma come lo hai fatto, come ragioni, come comunichi e (aspetto spesso sottovalutato) che tipo di persona sei nel contesto lavorativo.
Ti faccio un esempio molto concreto:
posso avere davanti due CV simili, magari anche con esperienze comparabili. Sulla carta sono equivalenti. Ma poi arriva il colloquio… E lì emergono differenze enormi. C’è chi sa raccontare il proprio percorso con chiarezza, chi collega le esperienze agli obiettivi del ruolo, chi dimostra consapevolezza. E chi invece resta vago, generico o poco centrato.
Indovina chi fa la differenza?
Un altro punto importante: il colloquio non è un interrogatorio, anche se a volte viene vissuto così. È uno spazio di scambio: il recruiter sta valutando te, ma anche tu stai valutando l’azienda. Questo cambia completamente l’approccio: non devi “recitare la parte della candidata perfetto”, ma portare una versione lucida e coerente di te stessa. Difficilmente troverai soddisfazione in un luogo dove per entrare hai dovuto mostrarti per quello che non sei.
Attenzione però a un errore comune: pensare che il colloquio possa “salvare tutto”.
Se il CV non è in linea, difficilmente arriverai al colloquio. E se ci arrivi con un profilo poco coerente, dovrai faticare molto di più per compensare.
Quindi, quanto conta davvero?
- Il CV conta per essere scelti
- Il colloquio conta per essere preferiti
E ti aggiungo un ultimo spunto, da coach:
preparare un buon CV è importante, ma allenarsi a raccontarsi bene lo è ancora di più. Perché è lì, in quella conversazione, che si gioca la vera decisione.
Inoltre, considera che un buon colloquio non solo fa aumentare le possibilità di proseguire nella selezione ma è anche il primo accesso al mondo del recruiter che poi, conoscendoti già, sarà più propenso a tenerti in evidenza per altre opportunità. È il primo passo per instaurare una relazione che può durare molto a lungo.
Insomma, se vuoi un vantaggio competitivo reale, non lavorare solo su quello che scrivi. Lavora su come lo porti nella relazione.
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