Process heating: il mercato e le tendenze
- 26 Maggio 2026
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Il mercato globale degli scambiatori di calore è stimato a 18,7 miliardi di USD nel 2025, con una proiezione a 38,6 miliardi entro il 2034 e un CAGR dell’8,4% (Global Market Insights, 2025). In Italia, dove il tasso di elettrificazione industriale si attesta al 39% contro una media europea del 33% (studio FIRE-European Climate Foundation, 2026), il settore del process heating sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Chi lavora in questo campo oggi si trova al centro di una delle transizioni tecnologiche più rilevanti dell’industria manifatturiera europea.
Cosa si intende per process heating
Il process heating indica l’insieme di tecnologie e sistemi utilizzati per trasferire, generare o recuperare calore nei processi industriali: riscaldamento di fluidi, mantenimento di temperature operative, scambio termico tra correnti di processo. Gli scambiatori di calore — a piastre, a fascio tubiero, elettrici a immersione o a circolazione — sono i componenti centrali di questi sistemi.
Le applicazioni spaziano dalla chimica e petrolchimica all’alimentare, dalla farmaceutica alla produzione di energia, fino al trattamento acque industriali. È un settore trasversale: quasi ogni processo produttivo ha una componente termica che richiede gestione attiva.
I driver di crescita nel contesto attuale
Tre fattori stanno ridisegnando la domanda nel settore:
Decarbonizzazione e elettrificazione industriale. Secondo lo studio FIRE presentato al GSE nel febbraio 2026, per raggiungere la neutralità climatica al 2050, il settore industriale italiano dovrà portare il tasso di elettrificazione al 43% entro il 2030. Questo significa sostituire progressivamente impianti di riscaldamento a gas con soluzioni elettriche — pompe di calore industriali, resistenze elettriche, scambiatori elettrici — aprendo un mercato di sostituzione significativo.
Efficienza energetica come imperativo economico. Il costo dell’energia resta il principale driver per gli investimenti in tecnologie termiche. Gli scambiatori di calore rappresentano strumenti diretti di recupero energetico: recuperare calore di scarto da un processo per preriscaldare un fluido a monte significa ridurre i consumi senza modificare il processo produttivo. Questo tipo di intervento ha tempi di ritorno spesso inferiori ai 3-4 anni, il che lo rende attrattivo anche in contesti di incertezza economica.
Normative europee più stringenti. Il Clean Industrial Deal europeo e l’ETS2 (che entrerà progressivamente in vigore) stanno aumentando il costo delle emissioni industriali, rendendo le tecnologie termiche efficienti non solo un’opportunità, ma una necessità economica per molte imprese manifatturiere.
I settori applicativi principali in Italia
| Settore | Applicazione tipica | Tecnologia prevalente |
|---|---|---|
| Chimica e petrolchimica | Raffreddamento di reattori, recupero calore | Fascio tubiero, a piastre |
| Farmaceutica | Controllo temperatura processi sterili | A piastre, sanitari |
| Alimentare e beverage | Pastorizzazione, riscaldamento CIP | A piastre, raschiati |
| Produzione energia | Recupero calore fumi, precondizionamento fluidi | Fascio tubiero, aria-fluido |
| Manifatturiero generale | Riscaldamento fluidi di processo, olio termico | Elettrici a immersione, a circolazione |
Fonte: elaborazione su dati Global Market Insights e Global Market Insights, 2025
Il mercato globale degli scambiatori di calore a piastre era stimato a 5,1 miliardi di USD nel 2025, con una crescita attesa fino a 11,5 miliardi entro il 2035 e un CAGR dell’8,4% (Global Market Insights, 2026). La domanda è sostenuta dalla modernizzazione dei settori chimico, energetico e alimentare, oltre che dalla spinta verso l’efficienza energetica incentivata da fondi europei come l’Innovation Fund.
Il mercato dei riscaldatori elettrici industriali a livello globale ha superato 1,4 miliardi di USD nel 2024, con una crescita attesa al CAGR del 6,3% fino al 2034 (Global Market Insights, 2025). La componente elettrica del process heating è quella con la traiettoria di crescita più marcata, trainata proprio dalla transizione verso la decarbonizzazione.
Le sfide per chi opera nel settore
Tre sono le tensioni che un professionista del process heating incontra oggi sul mercato italiano:
Competenze rare. Il settore richiede profili con conoscenza profonda di termodinamica applicata, fluidodinamica e specifiche di processo — competenze che il sistema formativo produce in numero limitato. Secondo i dati Excelsior 2025, gli ingegneri energetici e meccanici occupano il terzo posto nella classifica delle figure più difficili da reperire in Italia, con un tasso di difficoltà del 62% per gli ingegneri industriali (Unioncamere-Excelsior, 2025).
Complessità applicativa crescente. I clienti industriali richiedono soluzioni sempre più personalizzate: fluidi non standard, condizioni operative fuori norma, integrazione con sistemi di controllo digitali. Un Application Engineer deve essere in grado di valutare scenari che non si ripetono mai uguali.
Pressione sulla sostenibilità. I clienti portano in trattativa non solo i criteri tecnici ed economici, ma anche quelli ambientali: efficienza energetica, carbon footprint del componente, compatibilità con obiettivi ESG aziendali.
FAQ
Quale è stata la dimensione del mercato degli scambiatori di calore nel 2025?
Il mercato globale degli scambiatori di calore è stato stimato a 18,7 miliardi di USD nel 2025, con una proiezione di crescita fino a 38,6 miliardi entro il 2034 (Global Market Insights, 2025). La crescita è trainata dall’aumento degli investimenti in efficienza energetica, dalla decarbonizzazione industriale e dall’espansione dei settori chimico, farmaceutico e alimentare.
Come sta cambiando il process heating con la transizione energetica?
La spinta alla decarbonizzazione sta spostando la domanda verso soluzioni di riscaldamento elettrico — pompe di calore industriali, scambiatori elettrici, resistenze a immersione — e verso sistemi di recupero del calore di scarto. In Italia, lo studio FIRE-GSE del 2026 indica che l’obiettivo è portare il tasso di elettrificazione industriale dal 39% al 43% entro il 2030. Questo apre un mercato di sostituzione rilevante per le aziende di componentistica termica.
Quali settori italiani investono di più in process heating?
I settori con maggiore intensità di investimento in tecnologie termiche sono chimica e petrolchimica, farmaceutica, alimentare e beverage, e produzione di energia. In Italia, la modernizzazione dei settori chimico, energetico e HVAC-R è indicata come principale driver della domanda di scambiatori di calore a piastre (Global Market Insights, 2025).
Il processo di elettrificazione industriale è già in corso o è ancora prospettico?
È già in corso, ma in modo disomogeneo. L’Italia parte da una posizione favorevole con un tasso di elettrificazione industriale del 39%, superiore alla media europea del 33% (FIRE, 2026). Le tecnologie esistono per la maggior parte delle applicazioni a bassa e media temperatura, ma ostacoli come i costi di investimento, le tariffe energetiche e la complessità di integrazione rallentano la diffusione nelle PMI.
Perché è difficile trovare ingegneri nel settore termico industriale?
Gli ingegneri industriali e meccanici figurano tra le figure professionali più difficili da reperire in Italia, con un tasso di difficoltà che supera il 60%. Nel settore del process heating, la combinazione di competenze richieste — termodinamica, fluidodinamica, conoscenza dei processi industriali e capacità tecnico-commerciali — restringe ulteriormente il bacino di candidati disponibili.
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