Pillole di strategia. La MISSION: come si realizza il sogno?

La Vision rappresenta il fine ultimo dell’impresa, la realizzazione del sogno, spesso di una vita, dell’imprenditore/trice. Nel linguaggio di management si è soliti dire che la Vision è ad orizzonte lungo, strategico. Ma questa intuizione è destinata a rimanere un sogno se non si mettono in atto le condizioni per realizzarla.

La cosa non è né semplice né intuitiva e per fare un buon lavoro non basta né l’esperienza né la conoscenza. Ci viene in aiuto un altro importantissimo strumento strategico: la Mission.

Una definizione non ortodossa di Mission può essere: “insieme di azioni, progetti, strategie che rendono attuabile, gradualmente, la Vision ma in un orizzonte più breve”.

Se la Vision, infatti, ha un orizzonte strategico, almeno decennale, la Mission è uno strumento tattico che, nella sua granularità più fine, tocca quasi l’operazionale e ha orizzonte triennale. Dopo deve essere necessariamente rivista ed aggiornata (il non farlo potrebbe rendere l’idea di un’impresa statica, poco aperta al cambiamento).

Sulla base della Vision, la Mission permette di organizzare tutte le operazioni, i piani e le strategie necessarie per giungere al risultato finale del sogno imprenditoriale. Va da sé che è uno strumento molto tangibile e, come tale, non può più essere generato solamente dall’imprenditore/trice ma deve essere condiviso con tutti i portatori di interesse, siano essi dipendenti (in primis), clienti o fornitori. Chiaramente l’enunciazione della Mission non può non comprendere la citazione della proposta di valore che, anzi, deve essere chiaramente descritta e supportata da convincenti azioni che mirino a renderla reale.

Una buona Mission include, nel suo enunciato, riferimenti a prodotti e servizi, clienti, valori e filosofia aziendale (è lo strumento perfetto per far filtrare tutti i valori intangibili che non possono essere quantificati nel prodotto), mercati, tecnologie utilizzate, reputazione e valore del capitale umano.

Il contenuto dell’enunciato dipende poi dal prodotto o dal servizio che si vuole offrire. Se il prodotto è “fisico” la Mission sarà maggiormente orientata sullo stesso e ne metterà in risalto le caratteristiche innovative e la tecnicalità dei Dipartimenti aziendali che maggiormente conferiscono valore al prodotto (potrebbero essere R&D e produzione). Questo tipo di Mission è strategicamente poco flessibile perché si basa su un bene fisico che non consente elasticità interpretativa.

Se l’impresa produce servizi, la Mission sarà orientata sul cliente e sarà declinata verso una spiegazione delle modalità del soddisfacimento dei bisogni dello stesso, indicando la maniera nella quale si intende risolvere specifici problemi dei clienti, anche citando le specializzazioni del capitale umano dell’impresa.

La formulazione della Mission non deve essere concisa come quella della Vision, che deve poter essere immediatamente ricordata, ma deve essere convincente per tutti i portatori di interesse che, nell’enunciato, devono riconoscersi ognuno per la propria parte. Importante, infine, il fatto che la Mission necessariamente debba riportare accenni sui piani di lavoro, sul come si intende risolvere il problema del cliente e quali forze o capitali siano adoperati per raggiungere lo scopo. Sempre, ovviamente, tenendo presente il fatto che la Mission è uno strumento strategico di tipo tattico; il suo orizzonte, quindi è quello di medio periodo (3 – 5 anni), pertanto la descrizione delle pianificazioni deve essere sufficientemente generale da far capire dove si va a parare senza entrare troppo nel dettaglio delle operazioni da eseguire, dettaglio che sarà accuratamente descritto nei piani di lavoro e nei progetti.

Infine, una metrica. Mentre la Vision deve essere memorizzata e “scolpita sulla pietra”, pertanto 10 parole sono la dimensione più opportuna dell’enunciato (non troppe di più), la Mission deve poter descrivere maggiormente le modalità operative e per farlo adeguatamente si potranno utilizzare dalle 120 alle 150 parole. Non troppo, non è un piano di dettaglio. Ma neanche troppo poco, perché dipendenti, clienti e fornitori hanno il diritto di comprendere al meglio quello che è il sogno imprenditoriale per aiutare il “visionario” a raggiungere l’agognato successo!

Amici della rete, vi sentite di descrivervi strutturando la vostra Mission? Sarà interessante discuterla insieme.

E se vorrete… molte altre pillole strategiche non aspettano altro che di essere ingoiate per tenere la vostra impresa nel miglior stato di salute!

Arrivederci alla prossima pillola!