Perito Elettrico o Ingegnere Elettrico: due strade per l’Ufficio Tecnico
- 8 Luglio 2026
- 0 commenti
Un Diploma da Perito Elettrico/Elettrotecnico e una Laurea in Ingegneria Elettrica/Elettrotecnica possono portare a ricoprire u analogo ruolo all’interno di un Ufficio Tecnico. La differenza non è nel punto di arrivo, ma nel percorso: nel 2025 era stato previsto un ingresso di 102.000 posizioni per diplomati in Elettronica ed Elettrotecnica e 127.000 per laureati in Ingegneria (Unioncamere-Excelsior, 2025).
Cosa dicono i numeri sulla domanda
Il Diploma in Elettronica ed Elettrotecnica è tra gli indirizzi tecnici più richiesti dalle imprese italiane ma anche tra i più difficili da coprire: la difficoltà di reperimento per questo indirizzo è del 60,9% (Unioncamere-Excelsior, 2025).
Sul fronte laurea, gli indirizzi di ingegneria nel loro complesso hanno registrato una domanda di 127.000 entrate nel 2025, di cui 44.000 riferite a ingegneria industriale (Unioncamere-Excelsior, "Laureati e lavoro" 2025). Nella classificazione ufficiale delle lauree italiane (classe L-9, D.P.R. 328/2001), l’Ingegneria Elettrica rientra proprio nell’ambito industriale, insieme a Meccanica e Gestionale.
| Percorso | Posizioni programmate nel 2025 |
|---|---|
| Diploma elettronica ed elettrotecnica | 102.000 |
| Laurea in ingegneria (tutti gli indirizzi) | 127.000 |
| di cui laurea in ingegneria industriale | 44.000 |
Fonte: Unioncamere – Sistema Informativo Excelsior, 2025
Cosa cambia davvero tra i due percorsi
La differenza principale non riguarda la possibilità di accesso al ruolo, quanto piuttosto cosa ciascun percorso porta con sé all’ingresso in azienda.
Chi arriva dal Diploma Tecnico ha in genere una preparazione più orientata alla pratica di cantiere, di quadro elettrico e di cablaggio, ma per ricoprire un ruolo di disegno e progettazione in ufficio tecnico deve dimostrare un’esperienza recente e specifica già maturata sul campo, come richiesto esplicitamente in molte selezioni.
Chi arriva dalla Laurea in Ingegneria porta una base teorica più solida su dimensionamento, calcolo e normativa, ma spesso deve acquisire sul lavoro la stessa dimestichezza operativa con il disegno tecnico quotidiano che un perito con esperienza ha già.
Occupabilità dei due percorsi nel tempo
I dati Excelsior mostrano che gli indirizzi ingegneristici, insieme a quello economico, coprono da soli il 18,8% della domanda privata di laureati nel 2025, e sono tra gli indirizzi che registrano tassi di occupazione più elevati tra i laureati di primo e secondo livello a cinque anni dal titolo, superiori al 90% (Unioncamere-Excelsior, "Laureati e lavoro" 2025).
Per la componente dei Diplomati, l’indirizzo elettronica ed elettrotecnica si conferma stabilmente tra i quattro indirizzi tecnici più richiesti dalle imprese italiane, insieme a meccanica-meccatronica-energia, amministrazione-finanza-marketing e turismo (Unioncamere-Excelsior, 2025).
FAQ
Un perito elettrotecnico può fare lo stesso lavoro di un ingegnere elettrico in ufficio tecnico?
Sì, in molte aziende manifatturiere i due profili sono considerati equivalenti per l’accesso al ruolo, a condizione che il perito abbia maturato un’esperienza recente e specifica nell’ambito elettrico/elettrotecnico. La selezione valuta più l’esperienza operativa pregressa che il titolo di studio in sé.
Quale dei due percorsi è stato più richiesto dalle imprese nel 2025?
In termini assoluti, la domanda di laureati in ingegneria (127.000 posizioni nel 2025) supera quella per diplomati in elettronica ed elettrotecnica (102.000 posizioni), ma quest’ultimo indirizzo resta comunque tra i quattro diplomi tecnici più richiesti in Italia (Unioncamere-Excelsior, 2025).
Un perito elettrotecnico può diventare libero professionista come un ingegnere?
Sì, ma attraverso un albo diverso. Il perito industriale (specializzazione elettrotecnica) si iscrive al proprio albo professionale, distinto dall’Ordine degli Ingegneri, dopo aver superato l’esame di Stato e un periodo di tirocinio di 18 mesi (Legge 89/2016; D.P.R. 137/2012). Le competenze professionali riconosciute ai periti industriali restano quelle stabilite dall’art. 16 del R.D. 275/1929, aggiornate nel tempo dalla giurisprudenza e dalle normative di settore
Cosa conta di più in una selezione di questo profilo: il titolo di studio o l’esperienza?
L’esperienza pratica in un contesto manifatturiero che produce materiale elettrico o elettronico è spesso il fattore discriminante, più del titolo di studio in sé. Molte aziende richiedono esplicitamente questa esperienza pregressa nel caso di candidati diplomati, proprio per compensare la minore formazione teorica rispetto a un laureato.
Conviene proseguire gli studi dopo il diploma da perito elettrotecnico?
Dipende dall’obiettivo di carriera. I dati mostrano tassi di occupazione superiori al 90% a cinque anni dal titolo per i laureati in ingegneria (Unioncamere-Excelsior, "Laureati e lavoro" 2025), ma il diploma da perito con esperienza consolidata resta una via di accesso solida agli stessi ruoli in ufficio tecnico, soprattutto nelle PMI manifatturiere dove l’esperienza operativa pesa più del titolo accademico.
Potrebbe interessarti anche
- AutoCAD per il Disegno Tecnico elettrico: una guida pratica
- ELECTRICAL DESIGN ENGINEER JUNIOR
- Come fa un Disegnatore Tecnico ad anticipare un problema prima del fermo macchina
- CUSTOMER SERVICE COORDINATOR & VENDOR PORTAL EXPERT
- Cosa significa realmente per un Disegnatore Tecnico gestire una commessa in autonomia
- PILOT PLANT ENGINEER – R&D
- Disegnatore Tecnico Elettrico: cosa fa e di cosa si occupa
- SPACE SYSTEMS ENGINEER
- Lavorare in un piccolo Ufficio Tecnico : cosa cambia rispetto ad una grande azienda
- ADDETTO/A PAGHE E CONTRIBUTI
