Mismatch: le aziende senza vision sono il vero ostacolo?
- 20 Luglio 2026
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“Cosa alimenta di più il mismatch?”
I numeri dicono una cosa chiara: il problema inizia dalle aziende.
L’ipotesi di partenza
Da consulente head hunter vedo ogni giorno due rette parallele che non si incontrano. Da una parte le persone, dall’altra le aziende. E nel mezzo tutto lo spazio che il nostro lavoro dovrebbe colmare.
Nelle riflessioni che hanno generato questo sondaggio ho provato a pensare le forze che tengono quelle rette parallele: la mancanza di chiarezza nelle persone, la mancanza di vision nelle aziende, l’assenza di fiducia reciproca, l’incapacità di mettersi nei panni dell’altro. Quattro cause, tutte reali, tutte interconnesse. Ho chiesto a chi mi segue quale, secondo loro, incide di più.
Cosa ci hanno detto?
47% Aziende senza vision
21% Incapacità di capire l’altro
19% Persone senza chiarezza
14% Mancanza di fiducia
Il sondaggio si è chiuso a 124 voti. Il risultato è netto: quasi la metà di chi ha risposto indica le aziende come principale fonte del problema. Le persone, che nel dibattito pubblico sono spesso il bersaglio più comodo, raccolgono meno di un quinto dei consensi.
Chi ha risposto?
Il post era principalmente rivolto ai colleghi della ricerca e selezione. Su LinkedIn, però, i contenuti raggiungono sempre un pubblico più ampio: guardando i titoli professionali di chi ha partecipato, solo una minoranza – stimabile tra il 12% e il 16% – lavora nel recruiting, nell’HR o nella consulenza del lavoro. Gli altri sono manager, direttori, ingegneri, controller, professionisti di ogni settore. Il tema del mismatch non appartiene solo a chi lo gestisce professionalmente. E quella voce ha detto con forza: il problema sono le aziende.
Cosa ci dicono i profili per risposta?
Aziende senza vision (47%): raccoglie la risposta più trasversale: direttori generali, managing director, responsabili con anni di esperienza organizzativa. Chi ha visto più aziende dall’interno sa cosa significa – o non significa – avere una direzione chiara. Non è un giudizio dall’esterno: è una diagnosi dall’interno.
Incapacità di capire l’altro (21%): concentra la quota più alta di profili HR, recruiter e coach. Chi lavora sull’ascolto tende a vedere nell’empatia mancante il nodo più profondo. Significa che chi facilita l’incontro tra persone e organizzazioni lo percepisce come un limite strutturale, non come un’eccezione.
Persone senza chiarezza (19%): attrae consulenti, psicologi del lavoro e formatori. Chi accompagna le persone nei percorsi di sviluppo riconosce nella mancanza di chiarezza interiore una radice del problema. Non è superficialità: è spesso il risultato di anni in cui ci si è allontanati da sé stessi per paura di sbagliare.
Mancanza di fiducia (14%): è la risposta meno scelta, ma forse la più profonda. I profili che la indicano sono eterogenei, senza un tratto comune visibile. La fiducia è trasversale a tutte le altre cause — è la condizione senza la quale nessuna delle altre si risolve.
Quello che i numeri suggeriscono
Il 47% sulla mancanza di vision da parte delle imprese non mi sorprende del tutto. Nel mio lavoro incontro spesso organizzazioni che faticano a codificare il proprio bisogno, che cercano “qualcuno bravo” senza sapere bene per fare cosa, che confondono l’urgenza con la strategia. Quando la crescita non arriva, è più comodo pensare che le persone non si trovino o pretendano troppo. Mettersi in discussione come organizzazione è molto più impegnativo.
Eppure chi risponde (e non sono solo colleghi, ma anche persone che lavorano dentro quelle organizzazioni) lo vede chiaramente. Il problema non è nascosto: è riconoscibile, nominabile e condiviso. La distanza tra le due rette non è fatta solo di incomprensione. C’è anche una certa resistenza a guardare da dove nasce davvero il problema.
Il nostro lavoro – il mio lavoro – non è riempire posizioni. È creare match che funzionano. E per farlo bisogna avere il coraggio, a volte, di dire alle aziende quello che i numeri stanno già dicendo. Anche quando non è quello che vogliono sentirsi dire: che il problema, spesso, inizia da loro.
Nota metodologica. Sondaggio pubblicato sul profilo LinkedIn di Sabina Rosso, Managing Director di About Job e Founder di Magneticam, chiuso a 124 voti. Il campione è composto da chi ha incontrato il post nel proprio feed e ha scelto volontariamente di rispondere: non è quindi esaustivo né rappresentativo. Le osservazioni contenute in questo articolo vanno lette come spunti di riflessione, non come conclusioni statistiche.
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