La repentina evoluzione della tecnologia sta portando l’essere umano a velocizzare il suo modo di adattarsi ai cambiamenti che investono tutti i settori del vivere e del mondo del lavoro. In realtà, la critica a priori di ogni innovazione, nasconde spesso modi di pensare legati alla paura, anziché alla possibilità. Possiamo dire che è proprio questa l’origine di tutte le trappole mentali che ci impediscono di vedere con lucidità e fare scelte consapevoli. Per fare un esempio, stiamo entrando in una stanza e ci viene incontro una persona che all’improvviso inizia a starnutire, noi tentenniamo nel porgere la mano in segno di saluto, preoccupati del rischio di prendere un raffreddore, per poi scoprire, subito dopo, che la persona era semplicemente allergica ai fiori del centrotavola e tuttavia in una frazione di secondo ci siamo già visti a letto febbricitanti, coperti fino al collo e con il termometro in bocca.

La transizione epocale che stiamo attraversando, dunque, non può essere osservata solo da un punto di vista difensivo. Essa reclama di spostare lo sguardo, per vedere come queste trappole rendano difficoltoso il cambiamento e la nostra capacità di trovare soluzioni adeguate ai problemi.

Investire sulla consapevolezza dei nostri meccanismi automatici è perciò di fondamentale importanza come supporto per sostenere uno scenario così competitivo e per fronteggiare realtà complesse.

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Silvia Gualandi

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Catia Ferrara

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Gigliola Gasparoni

Silvia Gualandi, Catia Ferrara e Gigliola Gasparoni appartengono alla rete informale AltriOcchi, nata da una partnership fra donne professioniste del Counseling/ Coaching, provenienti da esperienze lavorative diverse, aziendali e del sociale. Si propone di accompagnare persone, gruppi, enti e organizzazioni a convivere con la transizione della nostra epoca.