Il mancato riconoscimento lavorativo: uno scontro emotivo tra Frustrazione e Determinazione
- 7 Ottobre 2024
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Introduzione
I professionisti HR e, in particolar modo coloro che si occupano di gestire processi di ricerca e selezione del personale, sanno che alla base della decisione di effettuare un cambiamento lavorativo ci possono essere differenti motivazioni e ragioni, ognuna delle quali afferente peraltro a specifiche necessità o volontà.
In questo senso, una delle ragioni che sovente vengono addotte è data dal fatto che il/la professionista in questione avverte un senso di grande amarezza, prolungato nel tempo, per il fatto che il proprio contributo (sovente ben eccedente rispetto alle richieste concordate in sede di assunzione) non è mai stato apprezzato, tantomeno riconosciuto, da parte della propria azienda.
Prima tuttavia di maturare la decisione di cambiare, che cosa capita in quei momenti alle emozioni di quel/la professionista? Si sente frustrato/a per un riconoscimento che non arriva mai? Decide di impegnarsi ancora di più e di perseverare ulteriormente?
Scopo del presente articolo è proprio quello di indagare, utilizzando come metafora la prospettiva del film “Inside Out” quali emozioni prevalgono e come interagiscono tra loro nel definire il nostro approccio nel momento in cui siamo alla ricerca di riconoscimento e valorizzazione professionale.
Vedremo allora che si viene a definire una dinamica unica tra Frustrazione e Determinazione e come queste due forze potenti si alternano nel guidare i nostri pensieri e azioni.
In aggiunta, condivideremo alcune testimonianze e forniremo anche utili strategie per governare questa complessa turbolenza emotiva, permettendoci di affrontare la situazione in modo costruttivo e potenziante.
Frustrazione e determinazione: uno scontro intenso
Frustrazione: la voce dell’insoddisfazione
Frustrazione prende il comando e:
- Amplifica la percezione di ingiustizia e mancato riconoscimento
- Genera pensieri negativi e autocommiserazione
- Può portare a comportamenti reattivi o passivo-aggressivi
Pensieri di Frustrazione: “Non è giusto! Lavoro così duramente e nessuno se ne accorge. Forse dovrei semplicemente smettere di sforzarmi tanto.”
Determinazione: la forza della perseveranza
Determinazione si muove in direzione opposta:
- Motiva a dimostrare ancora di più il proprio valore attraverso azioni concrete
- Spinge a cercare nuove opportunità per mettersi in mostra all’interno dell’azienda
- Mantiene la visione a lungo termine degli obiettivi professionali
Pensieri di Determinazione: “Non importa se non mi vedono ora, continuerò a migliorare e a dare il massimo. Prima o poi dovranno riconoscere il mio valore!”
L’interazione con le altre emozioni
Rabbia: l’alleato energico
Rabbia si unisce spesso a Frustrazione, aggiungendo intensità alla risposta emotiva:
- Può spingere verso confronti diretti o richieste assertive
- Fornisce l’energia per superare ostacoli e resistenze
- Rischia di compromettere relazioni professionali se non gestita correttamente
Pensieri di Rabbia: “Basta! È ora di farsi sentire e pretendere il riconoscimento che meritiamo!”
Tristezza: la voce del dubbio
Tristezza emerge e:
- Può portare a dubitare delle proprie capacità e del proprio valore
- Rischia di minare la motivazione se non bilanciata
Pensieri di Tristezza: “Forse non sono così bravo come pensavo. Perché dovrebbero notarmi?”
Paura: il guardiano cauto
Paura interviene, sollevando preoccupazioni sul futuro:
- Genera ansia riguardo possibili conseguenze negative dell’essere sottovalutati
- Può portare a evitare rischi o opportunità per paura di ulteriori delusioni
- Mantiene alta la guardia contro potenziali minacce alla carriera
Pensieri di Paura: “E se parlassi e le cose peggiorassero? Potrei perdere anche quel poco di considerazione che ho.”
Gioia: la scintilla di speranza
Gioia, sebbene spesso messa in ombra, cerca di mantenere una prospettiva positiva:
- Ricorda i successi passati e le competenze possedute
- Aiuta a vedere opportunità anche nelle situazioni difficili
- Mantiene viva la passione per il proprio lavoro nonostante le difficoltà
Pensieri di Gioia: “Ricorda quanto sei cresciuto finora! Ogni sfida è un’opportunità per brillare ancora di più.”
Disgusto: il critico interno
Disgusto può emergere come una reazione al contesto lavorativo percepito come ingiusto:
- Può portare a un distacco emotivo dal lavoro o dall’azienda
- Spinge a riconsiderare i propri valori e aspettative professionali
- Rischia di alimentare un atteggiamento cinico se non gestito
Pensieri di Disgusto: “Questo ambiente non merita il mio talento. Forse è ora di cercare un posto che sappia apprezzarmi.”
Strategie per navigare tra frustrazione e determinazione
- Auto-riflessione:
- Analizza oggettivamente le tue competenze e contributi
- Identifica aree di miglioramento e opportunità di crescita
- Comunicazione assertiva:
- Esprimi in modo chiaro e professionale le tue aspettative e preoccupazioni
- Chiedi feedback specifici su come puoi migliorare la tua visibilità
- Documentare i propri successi:
- Mantieni un “diario dei successi” con risultati tangibili e feedback positivi
- Usa questi dati durante le valutazioni o le discussioni sulla carriera
- Cercare alleati e mentori:
- Costruisci una rete di supporto all’interno dell’organizzazione
- Trova un mentore che possa guidarti e sostenere il tuo sviluppo professionale
- Ampliare le proprie competenze:
- Investi nella tua formazione e sviluppo professionale
- Cerca opportunità per acquisire nuove skills rilevanti per il tuo settore
- Creare opportunità di visibilità:
- Offri volontariamente il tuo contributo per progetti ad alta visibilità
- Condividi le tue conoscenze attraverso presentazioni o workshop interni
- Considerare nuove prospettive:
- Esplora opportunità in altri dipartimenti o ruoli all’interno dell’azienda
- Gestione dello stress:
- Pratica tecniche di mindfulness o meditazione per gestire la frustrazione
- Mantieni un equilibrio tra vita lavorativa e personale
Esempi pratici: Frustrazione e Determinazione in azione
Caso 1: il progetto invisibile
Mario, un analista di dati, ha lavorato per mesi su un progetto cruciale, ma durante la presentazione finale, il suo contributo viene minimizzato.
Reazione Immediata:
- Frustrazione: “È incredibile! Ho passato notti insonni su questo progetto e ora è come se non esistessi.”
- Determinazione: “La prossima volta mi assicurerò che il mio ruolo sia chiaro fin dall’inizio.”
- Rabbia: “Dovrei alzarmi e dire a tutti esattamente quanto ho fatto!”
Strategie adottate da Mario:
- Respira profondamente e si trattiene dal reagire impulsivamente durante la riunione
- Dopo la presentazione, richiede un incontro con il suo supervisore per discutere il suo contributo
- Inizia a documentare dettagliatamente il suo lavoro su tutti i progetti futuri
- Si offre volontario per presentare personalmente la prossima fase del progetto
Caso 2: la promozione mancata
Elisa, una middle manager, viene superata per una promozione da un collega meno esperto ma più visibile.
Reazione Immediata:
- Frustrazione: “Anni di duro lavoro e dedizione, e per cosa? Non conta nulla qui.”
- Determinazione: “Questo è solo un ostacolo. Dimostrerò che sono la scelta giusta per la prossima opportunità.”
- Tristezza: “Forse non sono così bravo come pensavo. Perché dovrebbero promuovermi?”
Strategie adottate da Elisa:
- Richiede un feedback onesto sul motivo per cui non è stato scelto
- Crea un piano di sviluppo personale basato sul feedback ricevuto
- Si impegna in progetti ad alta visibilità e cerca opportunità di leadership
- Considera di trovare un mentore in una posizione senior
- Inizia a networking più attivamente all’interno dell’azienda
Conclusione: armonizzare Frustrazione e Determinazione per il successo professionale
La sensazione di non ricevere sul lavoro quello che si ritiene sia meritato, crea un vortice emotivo nella sala di comando della nostra mente, con Frustrazione e Determinazione che si alternano al timone: questa navigazione intensa, se governata con saggezza, può trasformarsi da un ostacolo debilitante a un potentissimo motore di crescita personale e professionale.
Infatti:
- la frustrazione può essere un segnale importante che qualcosa deve cambiare
- la determinazione ci fornisce la forza per perseverare e dimostrare il nostro valore
- la rabbia può essere canalizzata in azioni assertive e costruttive
- la tristezza ci permette di riflettere e cercare supporto quando ne abbiamo bisogno
- la paura ci aiuta a valutare rischi e opportunità con attenzione
- la gioia ci ricorda perché amiamo ciò che facciamo, nonostante le sfide
- il disgusto può spingerci a riconsiderare i nostri valori e aspirazioni professionali
Il segreto sta nel permettere a ciascuna di queste emozioni di alternarsi al timone durante la navigazione tempestosa, creando così un approccio equilibrato che affronta la situazione con integrità e resilienza.
Con consapevolezza, strategie mirate e un impegno continuo verso l’eccellenza, possiamo infatti trasformare una fonte di frustrazione in un catalizzatore per il riconoscimento e il successo.
Domande Frequenti (FAQ)
D: Come posso distinguere tra essere realmente sottovalutato e avere aspettative irrealistiche? R: Cerca feedback obiettivi da colleghi e superiori fidati. Confronta le tue responsabilità e risultati con quelli di colleghi in posizioni simili. Considera anche se le tue aspettative sono allineate con la cultura e le pratiche dell’azienda.
D: Dovrei confrontarmi direttamente con chi mi sottovaluta? R: Un confronto diretto può essere produttivo se gestito in modo professionale e costruttivo. Prepara esempi concreti del tuo contributo e approccio la conversazione come un’opportunità di allineamento e comprensione reciproca, non come un’accusa.
D: Come posso mantenere la motivazione quando mi sento costantemente sottovalutato? R: Focalizzati sui tuoi obiettivi personali di crescita e sulle ragioni per cui ami il tuo lavoro. Cerca soddisfazione intrinseca nel miglioramento delle tue competenze. Considera anche se l’ambiente attuale è in linea con i tuoi valori e aspirazioni a lungo termine.
D: È meglio cercare riconoscimento o lasciare che il lavoro parli da sé? R: Un approccio equilibrato è spesso il migliore. Mentre è importante lasciare che la qualità del tuo lavoro si faccia notare, è anche cruciale comunicare efficacemente i tuoi contributi e successi. L’auto-promozione moderata e strategica può essere essenziale per la crescita professionale.
D: Come posso trasformare la frustrazione in azione costruttiva? R: Usa la frustrazione come carburante per l’auto-miglioramento. Identifica specifiche aree di crescita o opportunità per aumentare la tua visibilità. Trasforma l’energia negativa in determinazione per raggiungere nuovi obiettivi o acquisire nuove competenze.
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