Gestire i conflitti con i colleghi: quando Rabbia e Disgusto prendono il controllo
- 25 Settembre 2024
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Ciascuno di noi si contraddistingue, in quanto tale, per la sua unica ed inimitabile soggettività che si plasma e si incontra con tutte le altre, a loro volta uniche ed inimitabili, in un contesto sociale/relazionale allargato.
Inevitabilmente talvolta questo incontro può diventare uno scontro/disaccordo che sfocia in una forma di conflitto più o meno manifesto.
Il contesto lavorativo è certamente uno degli ambiti in cui tale situazione si palesa in maniera più frequente. Ma vi siete mai chiesti cosa succede realmente nella vostra mente quando vi trovate in disaccordo con un collega? In questo articolo, esploreremo la dinamica del conflitto sul lavoro attraverso una analogia che troviamo particolarmente adatta allo scopo, ovvero per mezzo della lente del film Pixar “Inside Out”, concentrandoci in particolare su come Rabbia e Disgusto influenzano le nostre reazioni e relazioni professionali quando ci troviamo in disaccordo con un collega.
La sala di comando durante un conflitto lavorativo
Immaginate la vostra mente come la sala di comando di Inside Out: in una situazione di conflitto con un collega, due emozioni tendono di solito a prendere il sopravvento e sono Rabbia e Disgusto.
Avvalendoci anche di esempi concreti, facciamo una panoramica di tutte le emozioni primarie e vediamo quali comportamenti mettiamo in atto in base all’emozione predominante e quali potrebbero essere valide strategie per non lasciarsi sopraffare da tale emozione:
1. Rabbia
Quando la Rabbia prende il controllo, tendiamo a:
- Reagire d’impulso in modo aggressivo o difensivo
- Alzare la voce o usare un tono accusatorio
- Concentrarci sul dimostrare che l’altro sta sbagliando piuttosto che risolvere il problema
Esempio: Marco, un project manager, si trova in disaccordo con Anna, una collega del team marketing, sulla strategia di lancio di un nuovo prodotto. Quando Anna critica il suo approccio, Marco sente la Rabbia prendere il controllo. Alza la voce, interrompe Anna e dice: “Il tuo piano è assolutamente ridicolo! Non hai idea di come gestire un lancio di prodotto!”
Strategia: Praticare il “time-out” emotivo, ovvero allontanatevi brevemente dalla situazione per calmarsi prima di rispondere. Marco potrebbe dire: “Ho bisogno di un momento per riflettere su quanto hai detto. Facciamo una pausa e riprendiamo tra 10 minuti?”
2. Disgusto
Il Disgusto può portarci a:
- Giudicare severamente le azioni o la personalità del collega
- Evitare interazioni o collaborazioni
- Diffondere pettegolezzi o lamentele con altri colleghi
Esempio: Lucia, una sviluppatrice senior, è disgustata dal modo in cui il suo collega Paolo gestisce il codice. Pensa: “È incredibile che qualcuno così incompetente lavori qui”. Inizia a evitare di lavorare con Paolo e si lamenta costantemente del suo lavoro con altri membri del team.
Strategia: Cercare di separare il comportamento dalla persona, ovvero concentrarsi sul problema specifico e non su giudizi generali sul carattere. Lucia potrebbe proporre: “Paolo, ho notato alcune inconsistenze nel codice. Che ne dici se rivediamo insieme le best practices del team?”
3. Gioia
Anche se spesso sopraffatta da Rabbia e Disgusto, la Gioia può aiutarci a:
- Cercare punti in comune o interessi condivisi
- Mantenere un atteggiamento costruttivo e orientato alla soluzione
- Preservare la relazione professionale nonostante il disaccordo
Esempio: Nonostante il conflitto con Anna, Marco ricorda un progetto precedente in cui hanno lavorato bene insieme. Questo ricordo positivo gli permette di dire: “Anna, ricordo quanto bene abbiamo collaborato sul progetto X. Sono sicuro che possiamo trovare un approccio che funzioni per entrambi anche questa volta.”
Strategia: Prima di affrontare il conflitto, riflettere su esperienze positive passate con il collega o su obiettivi comuni del team.
4. Tristezza
La Tristezza può emergere come:
- Senso di demoralizzazione o sconfitta
- Preoccupazione per l’impatto del conflitto sull’ambiente di lavoro
- Tendenza all’autocritica o al dubbio su se stessi
Esempio: Dopo il conflitto con Paolo, Lucia si sente demoralizzata. Pensa: “Forse non sono una buona team player. Sto rovinando l’atmosfera nel team con il mio atteggiamento.”
Strategia: Riconoscere l’impatto emotivo del conflitto, ma non lasciare che paralizzi. Usare questa consapevolezza per motivarsi a cercare una risoluzione; dunque Lucia potrebbe dire a se stessa: “Questa situazione mi fa sentire triste, ma posso usare questa emozione per motivarmi a migliorare la comunicazione nel team.”
5. Paura
La Paura in un conflitto lavorativo può manifestarsi come:
- Preoccupazione per le conseguenze professionali del conflitto
- Esitazione nell’esprimere disaccordo o difendere la propria posizione
- Tendenza a evitare il confronto o a cedere per paura di ripercussioni
Esempio: Marco, dopo il suo scoppio d’ira con Anna, teme le conseguenze e pensa: “E se Anna si lamentasse con il capo? Potrei perdere la mia posizione o essere escluso da progetti futuri.”
Strategia: Informarsi sulle politiche aziendali riguardo la gestione dei conflitti; tale conoscenza può aiutare a ridurre le paure infondate e quindi Marco potrebbe parlare con le risorse umane per comprendere meglio come l’azienda gestisce i conflitti interni.
Strategie per gestire i conflitti con i colleghi
- Praticare l’ascolto attivo: cercare di comprendere veramente il punto di vista del proprio collega, le sue motivazioni e le sue prospettive “mettendosi nei suoi panni” senza interrompere o preparare mentalmente la vostra risposta.
- Usare la comunicazione non violenta: esprimere i propri sentimenti e bisogni senza accusare o attaccare l’altro.
- Cercare soluzioni win-win: concentrarsi su risultati che possano soddisfare entrambe le parti, piuttosto che cercare di prevalere sull’altro.
- Mantenere la professionalità: anche se si provano emozioni intense, sforzarsi di mantenere un comportamento professionale e rispettoso.
- Cercare supporto se necessario: se il conflitto persiste o si intensifica, non esitare a coinvolgere le risorse umane o un superiore per mediare.
Conclusione: verso relazioni lavorative più armoniose
I conflitti sul lavoro sono inevitabili, ma non devono necessariamente essere distruttivi: riconoscendo come Rabbia e Disgusto possono influenzare le nostre reazioni e imparando a bilanciare queste emozioni con input da Gioia, Tristezza e persino Paura, possiamo gestire i conflitti in modo più costruttivo.
Ricordiamoci che tutte le nostre emozioni hanno un ruolo importante; l’obiettivo non è eliminare Rabbia o Disgusto, ma gestirle in modo che non dominino completamente la nostra sala di comando durante un conflitto.
Con pratica e consapevolezza, possiamo infatti sviluppare la capacità di “attraversare la tempesta” rappresentata dai conflitti lavorativi con maggiore equilibrio emotivo, preservando relazioni professionali positive e contribuendo a un ambiente di lavoro più armonioso.
Domande frequenti (FAQ)
- D: Come posso evitare che la Rabbia prenda il sopravvento durante un conflitto? R: Praticate tecniche di respirazione profonda e contate fino a 10 prima di rispondere. Questo dà al vostro cervello il tempo di attivare la corteccia prefrontale, responsabile del ragionamento logico.
- D: Cosa faccio se il mio collega continua a comportarsi in modo disgustoso secondo me? R: Concentratevi sui comportamenti specifici che vi disturbano, non sulla persona. Affrontate il problema direttamente con il collega, utilizzando esempi concreti e proponendo soluzioni costruttive.
- D: Come posso far emergere la Gioia in una situazione di conflitto? R: Prima di affrontare il conflitto, riflettete su momenti positivi condivisi con il collega o su obiettivi comuni del team. Iniziate la conversazione ricordando questi aspetti positivi.
- D: È normale sentirsi tristi dopo un conflitto con un collega? R: Sì, è del tutto normale. La Tristezza può aiutarci a riflettere sull’importanza delle relazioni lavorative e motivarci a cercare una risoluzione.
- D: Come posso gestire la Paura di ripercussioni dopo un conflitto? R: Informatevi sulle politiche aziendali riguardo la gestione dei conflitti. Se necessario, parlate con un superiore o le risorse umane per chiarire la situazione e cercare supporto.
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