Excelsior Informa. Lettura mensile per esperti del mercato del lavoro – Maggio/Giugno 2026
- 29 Giugno 2026
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Confronto Maggio / Giugno 2026 | Focus: il mismatch della Qualifica Professionale
Fonte: Unioncamere – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema Informativo Excelsior, 2026
Il mercato del lavoro in questo momento
Giugno 2026 conferma la traiettoria stagionale attesa: le assunzioni in entrata previste salgono a 622.570, in crescita di quasi 80.000 unità rispetto a maggio (+14,4%), trainate dall’impennata del turismo e della ristorazione che da soli assorbono 172.960 entrate nel mese. Le imprese che dichiarano intenzione di assumere crescono al 19%, e la quota di giovani richiesti sale al 30%.
Il confronto con Giugno 2025, però, ridimensiona l’ottimismo: il mercato perde 14.810 entrate su base annua (-2,3%), con contrazioni diffuse in quasi tutti i settori e in tutte le aree geografiche del Nord. La difficoltà di reperimento scende di un punto rispetto a Maggio (42,0% vs 42,9%), ma il miglioramento è in buona parte un effetto statistico: l’ingresso in massa di profili stagionali a bassa specializzazione abbassa la media, senza intaccare le criticità strutturali che restano invariate — e in alcuni casi si aggravano.
I punti degni di attenzione
Dal confronto tra Maggio e Giugno 2026 emergono sei segnali rilevanti per chi lavora sul tema del mismatch lavorativo.
1. Il mismatch degli operai specializzati tocca nuovi picchi. La difficoltà di reperimento per gli operai delle rifiniture delle costruzioni raggiunge il 75,6% a giugno, i fabbri ferrai il 73,2%, i meccanici/manutentori il 67,4%. Il mismatch manuale-artigianale si sta aggravando, non stabilizzando.
2. Il turismo esplode in volume ma non risolve il mismatch. Giugno porta 172.960 entrate nel turismo e ristorazione, ma rispetto a giugno 2025 il settore perde comunque 2.340 unità. La stagione estiva cresce, il trend annuale resta negativo.
3. Il contratto a tempo determinato raggiunge il 66%. Sale ancora (dal 64% di maggio), mentre il tempo indeterminato scende al 14%. La precarizzazione delle assunzioni si accentua proprio nel picco stagionale.
4. I lavoratori immigrati sfiorano 1 assunzione su 4 — 143.010 entrate (23% del totale), in crescita costante da Aprile 2026 (24,1%) a Maggio 2026 (24,6%) a Giugno 2026(23,0%). Una presenza strutturale, non episodica.
5. La Qualifica Professionale: il livello formativo più richiesto è anche quello più ignorato dal dibattito sul mismatch lavorativo — con 258.540 entrate (42% del totale) e una difficoltà di reperimento al 42%, la Qualifica e il Diploma Professionale sono il cuore del mismatch formativo italiano.
6. Il divario Nord-Sud si inverte per la prima volta — Il Sud e Isole guadagna +1.540 entrate rispetto a Giugno 2025, mentre il Nord arretra su tutti i fronti. Una prima anomalia da monitorare nei prossimi mesi.
Il tema del mese — La Qualifica Professionale: la grande assente
Perché questo tema, perché adesso
Nel dibattito pubblico sul mismatch lavorativo si parla molto di lauree introvabili, di ITS come soluzione, di giovani che non trovano lavoro. Si parla pochissimo invece di Qualifiche e Diplomi Professionali — eppure i dati di Giugno 2026 dicono che questo livello formativo è il più richiesto in assoluto, con il 42% di tutte le entrate previste nel mese. E che quasi una figura su due, tra quelle cercate con questo profilo, non si riesce a trovare.
È un mismatch enorme, silenzioso, e sistematicamente sottostimato. Giugno è il mese giusto per metterlo a fuoco: con il picco stagionale che gonfia la domanda di profili operativi e di servizio — esattamente i profili che la qualifica professionale dovrebbe produrre — il divario tra domanda e offerta diventa ancora più visibile.
I numeri: la Qualifica Professionale domina la domanda
| Livello di istruzione | Entrate giugno 2026 | % sul totale | Diff. reperimento | % con esperienza |
|---|---|---|---|---|
| Laurea | 52.630 | 8% | 48% | 85% |
| ITS Academy | 11.640 | 2% | 58% | 83% |
| Diploma 5 anni | 145.130 | 23% | 45% | 71% |
| Qualifica/diploma professionale | 258.540 | 42% | 42% | 62% |
| Scuola dell’obbligo | 154.640 | 25% | 36% | 48% |
La Qualifica Professionale (percorsi triennali e quadriennali di istruzione e formazione professionale) vale da sola quasi quanto tutti gli altri livelli formativi messi insieme, esclusa la scuola dell’obbligo. Eppure è il livello che riceve meno attenzione nelle politiche formative, nei media e nel dibattito sull’istruzione.
Il confronto con i mesi precedenti mostra una crescita costante e stagionalmente spiegabile:
| Livello qualifica/diploma prof. | Aprile 2026 | Maggio 2026 | Giugno 2026 |
|---|---|---|---|
| Entrate previste | 199.460 | 215.910 | 258.540 |
| % sul totale | 40% | 40% | 42% |
| Difficoltà di reperimento | 46% | 43% | 42% |
La quota cresce, la difficoltà di reperimento scende leggermente — ma la discesa è in gran parte un effetto stagionale (l’indirizzo ristorazione, che ha difficoltà inferiori alla media del livello, cresce enormemente da Giugno). Nelle aree più critiche il mismatch non migliora.
Gli indirizzi: non tutti i problemi sono uguali
La Qualifica Professionale non è un blocco omogeneo; al suo interno convivono situazioni molto diverse, che è importante distinguere.
Indirizzo ristorazione — 71.100 entrate previste a Giugno 2026 (era 42.830 a Maggio: +66% in un mese). Difficoltà di reperimento al 41%, in calo rispetto ai mesi precedenti. È l’indirizzo che più risente della stagionalità: la domanda esplode in estate, e parte del fabbisogno viene coperta da lavoratori con esperienza pregressa e da profili immigrati. Il mismatch c’è, ma è in parte gestito.
Indirizzo meccanico — 19.040 entrate a Giugno 2026, difficoltà di reperimento al 61%. Stabile nei tre mesi (56% in aprile, 61% in maggio, 61% in giugno). Questo è il mismatch più duro: strutturale, non stagionale, non alleviato da nessun effetto compensativo. Le imprese cercano giovani con una qualifica meccanica e non li trovano, mese dopo mese.
Indirizzo sistemi e servizi logistici — 26.170 entrate, difficoltà al 34%. Relativamente più gestibile, ma il volume crescente (era 23.620 a maggio) segnala una domanda in espansione che potrebbe diventare critica.
Indirizzo servizi di promozione e accoglienza — 23.350 entrate, difficoltà al 29%. Domanda sostenuta, mismatch contenuto: è uno degli indirizzi dove il sistema formativo riesce ancora a stare dietro alla domanda.
Indirizzo servizi di vendita — 20.430 entrate, difficoltà al 25%. Il profilo più “accessibile”, con il mismatch più basso dell’intero livello.
La fotografia che emerge è di una qualifica professionale spaccata in due: da un lato gli indirizzi del commercio e dei servizi, dove il sistema formativo regge; dall’altro gli indirizzi tecnico-manifatturieri — meccanico in testa — dove il mismatch è cronico e crescente.
La radice del problema: perché la Qualifica Professionale non riesce a coprire la domanda
I dati Excelsior non spiegano le cause, ma forniscono degli ottimi spunti per provare a far luce su questo fenomeno: se si prova infatti a “triangolare” questi dati con l’impostazione del sistema formativo italiano, emergono chiaramente tre fattori strutturali.
Il pregiudizio culturale sulla formazione professionale. In Italia il Diploma di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) è ancora percepito come una scelta di ripiego rispetto al liceo o all’istituto tecnico. Questo scoraggia le iscrizioni — soprattutto nei percorsi tecnico-manifatturieri — e riduce il bacino di offerta per i profili più richiesti. Il risultato è paradossale: un meccanico qualificato ha oggi più certezza occupazionale di molti laureati, ma i ragazzi di 13 anni continuamente scelgono altro.
La distribuzione geografica delle istituzioni formative. I percorsi IeFP sono gestiti dalle Regioni, con un’enorme variabilità territoriale in termini di qualità, riconoscimento e disponibilità di posti. In alcune regioni del Sud per esempio l’offerta formativa professionale è purtroppo sottodimensionata rispetto alla domanda potenziale, mentre al Nord — dove la domanda industriale è più forte — i posti disponibili non bastano a coprire il fabbisogno delle imprese.
Il disallineamento tra curricula e competenze attese. I dati sui motivi di difficoltà di reperimento nei settori industriali mostrano che la “preparazione inadeguata” pesa per il 20-28% dei casi. Non è solo un problema di quantità di diplomati ma è un problema di qualità della formazione rispetto alle aspettative delle imprese. Chi esce da un percorso professionale meccanico spesso non ha le competenze operative che un’azienda si aspetta fin dal primo giorno.
Il confronto con l’ITS: due livelli, stesso problema, scala diversa
È utile mettere a confronto la qualifica professionale con l’ITS Academy, l’altro livello formativo “tecnico” spesso citato come soluzione al mismatch.
| Qualifica/diploma prof. | ITS Academy | |
|---|---|---|
| Entrate giugno 2026 | 258.540 | 11.640 |
| % sul totale entrate | 42% | 2% |
| Difficoltà di reperimento | 42% | 58% |
| % con esperienza richiesta | 62% | 83% |
L’ITS ha la difficoltà di reperimento più alta in assoluto, ma copre appena il 2% della domanda. La Qualifica Professionale copre il 42% della domanda con una difficoltà comunque elevata. Ossia: l’ITS ha un’offerta troppo piccola rispetto a una domanda di profili molto specifica ed ristretta; la Qualifica Professionale ha invece un’offerta inadeguata rispetto a una domanda di profili invece enorme e diffusa.
Concentrarsi solo sull’ITS come risposta al mismatch formativo significa curare una piccola ferita ignorando un’emorragia.
Cosa dice questo per chi lavora sul mismatch
Tre riflessioni operative per esperti del mercato del lavoro.
Sul versante della narrazione pubblica. Chi comunica sul mismatch — consulenti, formatori, policy maker — dovrebbe iniziare a dare visibilità alla Qualifica Professionale con la stessa energia con cui si parla di lauree STEM e ITS. I numeri giustificano ampiamente questa attenzione: 258.540 entrate al mese non sono un fenomeno di nicchia.
Sul versante dell’orientamento. Il momento critico è la scelta dopo la terza media: se a 13-14 anni un ragazzo non viene orientato verso i percorsi IeFP con informazioni concrete sugli sbocchi occupazionali reali — incluse retribuzioni, stabilità, prospettive di carriera — il bacino di offerta per i profili più richiesti continuerà a restringersi. L’orientamento non è un servizio accessorio: è la prima leva su cui può innestarsi mismatch.
Sul versante delle politiche attive. La ricollocazione di lavoratori adulti verso percorsi brevi di qualifica professionale — soprattutto nell’indirizzo meccanico e nella manutenzione — è un territorio quasi inesplorato in Italia. In contesti dove il mismatch è strutturale e la domanda è stabile, formare un adulto disoccupato per un ruolo tecnico operativo ha un ritorno occupazionale molto più rapido di un percorso lungo. I fondi interprofessionali e i GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori) potrebbero essere usati molto più sistematicamente in questa direzione.
Analisi elaborata su: Excelsior Informa – Maggio 2026 (bollettino 15269) e Giugno 2026 (bollettino 15395)
Unioncamere – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema Informativo Excelsior, 2026
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