Cosa distingue un candidato junior che viene chiamato per un colloquio da uno che viene scartato?
- 27 Luglio 2026
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Matteo chiede:
“Vorrei capire: per noi neolaureati, con percorsi di studio simili, qualcuno viene chiamato per un colloquio e altri invece no, ma perché?“
Caro Matteo, capisco che quando ci si confronta con un processo di selezione queste domande sorgano spontanee, soprattutto per i neolaureati e chi, in generale, si affaccia per la prima volta al mondo del lavoro.
La risposta, in realtà, può sembrare un po’ brusca: quando hai poca esperienza, ogni dettaglio conta molto di più.
Se sto valutando candidati junior, è normale che i CV si assomiglino tra loro. Dopotutto, nessuno ha ancora costruito un percorso professionale lungo e strutturato; quindi, come selezionatrice, cerco altri elementi che mi aiutino a capire il potenziale della persona.
La prima cosa che guardo è il percorso di studi. Non mi interessa solo il titolo conseguito, ma anche tutto quello che racconta come hai vissuto quegli anni: uno stage, un progetto universitario, un Erasmus, un’associazione studentesca, un’esperienza di volontariato, un’attività sportiva portata avanti con costanza o un percorso artistico sono informazioni preziose.
Non perché dimostrino competenze tecniche, ma perché raccontano curiosità, impegno, capacità organizzative e voglia di mettersi in gioco.
Anche il voto di laurea e i tempi con cui hai concluso gli studi possono essere informazioni utili, ma ti confesso una cosa: personalmente non ho mai scartato un candidato solo per un voto basso o per qualche anno in più all’università. In tanti anni di selezione ho imparato che non esiste una relazione così diretta tra questi numeri e il valore di una persona.
C’è poi un aspetto di cui si parla ma che, purtroppo, non spesso vedo attenzionato: l’impatto visivo del CV.
Non sto parlando di grafica elaborata o di curriculum pieni di colori, parlo della prima impressione.
Se scegli di inserire una fotografia (che non è obbligatoria, ma può essere utile), fai in modo che trasmetta professionalità e naturalezza. Un volto sorridente, un abbigliamento curato e uno sfondo semplice comunicano apertura e affidabilità molto più di una foto improvvisata o eccessivamente costruita.
Ma se dovessi dirti qual è l’elemento che davvero distingue molti candidati junior, sarebbe: l’interesse autentico verso l’opportunità.
Si percepisce quando una candidatura è stata inviata con attenzione e quando invece è una delle cinquanta spedite in automatico durante la giornata. Un CV adattato al ruolo, una breve presentazione ben scritta, la conoscenza dell’azienda e la capacità di spiegare perché quella posizione interessa, fanno emergere un candidato anche quando l’esperienza è limitata.
Chi seleziona personale sa benissimo che un profilo junior dovrà imparare. Non si aspetta che tu sappia già fare tutto. Cerca però segnali che facciano pensare: questa persona ha voglia di crescere, impara in fretta e potrebbe diventare una risorsa di valore.
Per questo, il consiglio che do sempre ai giovani candidati è di non concentrarsi su quello che ancora manca nel proprio CV. Piuttosto, chiediti: sto valorizzando tutto ciò che racconta il mio potenziale?
Perché, all’inizio della carriera, è proprio il potenziale che fa la differenza.
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