Come trovare lavoro: uso consapevole ed efficace dei canali informali

I dati in Italia

Un’interessante indagine INAPP evidenzia un quadro chiaro: in Italia, negli ultimi dieci anni, solo il 37% delle posizioni lavorative è stato coperto tramite canali formali: concorsi pubblici, agenzie per il lavoro, centri per l’impiego, scuole/università, società di selezione. Per contro i canali informali di ricerca hanno coperto 4,8 milioni di posti di lavoro (56%). Rientra in questa categoria soprattutto il passaparola tramite parenti, amici, conoscenti e contatti professionali.
L’informalità è quindi ancora la strategia più diffusa per trovare lavoro. Tuttavia l’indagine ne evidenzia le criticità:

  • manca di inclusività e meritocrazia: incoraggiando la raccomandazione non offre uguale accesso alla selezione, ostacola la parità di genere e i posti migliori non è detto che vadano ai candidati migliori;
  • favorisce il mismatch (disallineamento tra domanda e offerta di lavoro): l’informalità del canale, anche per l’assenza di figure esperte in selezione del personale, genera un match superficiale che finisce per non rispondere né alle aspettative delle imprese, né a quelle delle persone.
  • è inversamente proporzionale al livello di istruzione: i canali informali reclutano più persone con una bassa istruzione, mentre quelli formali collocano di più i profili laureati;
  • è inversamente proporzionale alla dimensione aziendale: il passaparola è più diffuso nelle PMI, mentre nelle grandi imprese sono maggiormente utilizzati i canali formali (anche per maggiori risorse economiche da investire).

“Cerco lavoro e non lo trovo: dove sbaglio?”

Come abbiamo visto il passaparola inteso come spiccia raccomandazione ha conseguenze negative nel mercato del lavoro. In questo senso realtà formali come le società di ricerca e selezione del personale sono importanti riferimenti per accedere a posizioni lavorative di valore e più trasparenti, attraverso processi di selezione strutturati gestiti da figure competenti.

Bisogna però metterci del proprio, anche perché ci sono tante posizioni lavorative aperte che neppure arrivano su internet dato che vengono occupate prima.

Spesso infatti le imprese che decidono di assumere nuove figure cercano prima la persona adatta attraverso la propria rete di contatti professionali e solo dopo, se non la trovano, passano alla pubblicazione online. Allo stesso modo, chi cerca un nuovo impiego tende ad utilizzare il proprio network di contatti personali e professionali per accedere prima di altri a informazioni su posizioni attuali o di prossima apertura ancora non pubbliche (e che forse mai lo saranno).

I canali informali, se usati con proattività e nell’ottica della valorizzazione della rete di conoscenze, creando relazioni professionali efficaci basate sulla condivisione di idee e valori, possono rappresentare un ottimo modo per essere più attrattivi agli occhi di selezionatori e imprenditori che cercano personale.

Cercare lavoro è un lavoro e i canali informali aiutano a risparmiare tempo ed energie, trovando in tempi più brevi un’occupazione in un contesto in cui c’è meno concorrenza. Tuttavia la riuscita non è garantita e dipende in gran parte dalle tue abilità a creare relazioni efficaci nel tempo e aumentare la tua employability (capacità di occupabilità).

La ricerca di un impiego richiede senso di responsabilità e capacità di mettersi in gioco. In questa direzione è importante investire tempo nella cura del tuo personal branding per aumentare le possibilità di essere il talento giusto per il ruolo e l’azienda di tuo interesse.