Cambiamento
- 14 Luglio 2026
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Il mondo del lavoro dice…
Sappi sempre cosa vuoi e vai dritto verso l'obiettivo!
Voce alla Gen Z
Cambiamento
un attimo più veloce un attimo più lento;
a volte può diventare un vero tormento.
Tante fermate da prenotare,
mentre l’autobus continua ad andare.
Quando a volte non sai che direzione prendere;
non riesci a fare quel passo per scendere,
e il movimento ti trascina via con il vento
e ti toglie il fiato per dar voce a quel cambiamento.
Invece, quando sai dove vuoi andare
è l’insicurezza a farti frenare;
in questo caso non è il cambiamento a farti bloccare,
ma la paura di buttarti e in qualche modo fallire;
quindi bisogna mettersi in gioco e rifiorire
trovare la forza di non mollare,
per quella fermata finalmente prenotare.
[Giorgio – Junior Project Manager]
Dietro le quinte del mercato del lavoro
Il cambiamento che Giorgio racconta non è mai astratto: è la sensazione fisica di essere su un autobus che avanza, mentre tu sei ancora lì a decidere se scendere o no.
Fuor di metafora, Giorgio annaspa proprio nel “punto” in cui il mercato del lavoro chiede di operare una scelta netta; e lei non ha ancora trovato la direzione.
Non è un caso che tra i più giovani questa esitazione sia così diffusa: i percorsi di carriera si sono fatti meno lineari, meno prevedibili; chi entra oggi in un’azienda si confronta con ruoli che cambiano forma in fretta, con competenze che vanno aggiornate prima ancora di essere consolidate del tutto. In un contesto così mobile, non sapere “che direzione prendere” non è un limite personale ma la risposta naturale a un mercato che chiede flessibilità, ma che raramente offre in cambio punti fermi. Questo risalta molto nei colloqui di selezione: non conta solo cosa sai fare oggi, quanto piuttosto come reagisci a ciò che ancora non sai fare, a un ruolo che magari cambierà di nuovo tra sei mesi.
Un esercizio, se ti va di provarci: la prossima volta che senti la “frenata” dell’insicurezza prima di un cambiamento lavorativo, chiediti cosa cambierebbe davvero, in concreto, se tu decidessi di buttarti — anche sapendo che potresti fallire. Spesso, a pesare di più, non è la fermata ma la paura di prenotarla.
E tu?
Quante volte hai scambiato la paura di sbagliare per mancanza di direzione?
Cosa cambierebbe, per te, se non avvertissi il peso di avere sempre “le idee chiare” prima di muoverti?
Se il cambiamento fosse la prossima fermata da prenotare su un autobus, quanto tempo ti daresti prima di decidere di salire su questo autobus?
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