Prendersi una pausa: si può? Come colmare i “buchi” nel Curriculum Vitae

“Buchi” nel CV: esempi e consigli

Un “buco” nel CV è un arco temporale vuoto nell’elenco delle esperienze lavorative o formative, un periodo di pausa in cui è accaduto qualcosa di apparentemente ingiustificabile o non rientrante nella categoria di lavoro o formazione.

Saper gestire queste situazioni è utile quando si è alla ricerca di un nuovo impiego perché i recruiter potrebbero fare domande in merito ed è bene prevenirle ed essere preparati.

Laddove possibile, è importante colmare i “buchi” già nella stesura del CV:

  • Sii chiaro/a: descrivi con precisione ma in modo conciso;
  • Sii onesto/a: non nascondere o falsificare le pause, la trasparenza ripaga sempre;
  • Menziona le competenze/conoscenze acquisite: se durante il periodo di interruzione hai acquisito nuove abilità o saperi, sottolinealo nel CV per mostrare il tuo impegno e la buona volontà.

Esempi:

“ho preso un anno sabbatico per viaggiare all’estero, confrontarmi con nuove culture e imparare una lingua”

“ho trascorso sei mesi alla ricerca attiva di un impiego specifico, lavorando sul mio personal branding”

“ho percepito la NASPI per un anno e nel frattempo mi sono formato/a per migliorare alcune competenze”

“ho avuto un periodo di convalescenza a seguito di un intervento chirurgico e ne ho approfittato per migliorare alcune abilità personali”

“mi sono trasferito/a in un’altra città e mi è servito tempo per ambientarmi e cercare lavoro”

“è nato mio figlio e ho scelto di dedicarmi completamente a lui per un paio d’anni”

Se invece ritieni che alcuni periodi di vuoto lavorativo o di studio non siano colmabili già in sede di scrittura del CV, allora preparati in anticipo per argomentare efficacemente durante il colloquio quando il recruiter ti chiederà di motivare la pausa. Racconta con positività e mostrando come quel periodo sia stato utile per la tua crescita personale.

Il valore di prendersi una pausa

E se nel tuo CV c’è un “buco” solo perché avevi voglia di staccare da tutto per un po’? E se invece ti sei fermato/a perché una persona cara aveva bisogno di te?

Ricorda che sì, puoi prenderti una pausa.

Persino LinkedIn, per contribuire a rimuovere lo stigma sulle interruzioni di carriera, ha introdotto la funzione “Aggiungi pausa lavorativa” aprendo a diverse motivazioni: non solo ricollocamento, sviluppo professionale, licenziamento, trasferimento, ma anche lutto, assistenza al prossimo, genitorialità a tempo pieno, salute e benessere.

I “buchi” non sono necessariamente momenti negativi frutto di scelte sbagliate o poca volontà. Possono invece essere periodi di riflessione o interruzioni per causa di forza maggiore, perché tu non sei solo i tuoi studi o il tuo lavoro e puoi aver bisogno di tempo per occuparti della tua salute fisica e mentale, essere genitore o assistere una persona malata.

Per questa ragione le pause vanno gestite in modo appropriato. Impara a raccontarle e motivarle, i recruiter lo apprezzeranno perché avrai sciolto loro dubbi e perplessità. L’importante è essere trasparenti e comunicare in modo efficace sia nel CV che in fase di colloquio.

Se vai in questa direzione, un buon recruiter saprà distinguere le interruzioni per nullafacenza da quelle che invece nascondono parte del valore di una persona.