Il mismatch: la piaga del mercato del lavoro italiano

Cos’è il mismatch?

Mismatch è la parola inglese che indica il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro, un fenomeno paradossale e molto diffuso in Italia per cui le imprese non trovano lavoratori e al tempo stesso le persone non trovano lavoro.

Qual è la situazione in Italia?

La difficoltà delle imprese a reclutare personale ha raggiunto il 45,6%. Le motivazioni maggiormente sostenute dalle aziende sono l’assenza di candidati (27,8%) e la preparazione inadeguata (13,5%). Il problema colpisce in particolare le PMI (piccole e medie imprese) che in Italia comprendono il 78% dei posti di lavoro nel settore privato.

Oggi ci sono 2 milioni di posti di lavoro scoperti e 1 milione di disoccupati. Gli inattivi, cioè coloro di età compresa tra i 15 e il 64 anni che non sono occupati né in cerca di occupazione, sono il 33,7%.

Le categorie maggiormente colpite dal mismatch sono i giovani, i senior e le donne, accomunati da quello che potremmo definire un vuoto di futuro.

I giovani non riescono a iniziare.

Le risorse più difficili da reclutare sono gli under 30 (48%) e i profili altamente qualificati.

Non dimentichiamo che ogni anno il 5-8% di giovani altamente formati d’età compresa tra i 25 e i 34 anni si trasferisce all’estero per lavoro, dove ci sono migliori retribuzioni e prospettive di carriera (fenomeno della “fuga di cervelli”). E consideriamo anche che il 25,1% dei giovani tra i 15 e i 34 anni non studia e non lavora (fenomeno dei NEET: Not -engaged- in Education, Employment or Training).

I senior non riescono a finire.

I profili con alto livello di seniority abbondano a causa di un innalzamento dell’età pensionabile a 67,3 anni ma, spesso, vengono licenziati ancora prima di raggiungerla e perdono ogni slancio, diventando così poco attrattivi sia nel mercato con difficoltà a ricollocarsi, sia nei confronti dei più giovani per i quali potrebbero invece essere preziosi mentor.

Le donne non riescono a rientrare.

Anche l’occupazione femminile presenta dati negativi: le donne impiegate sono il 50,8%, dato per cui l’Italia è ultima in Europa, insieme alla Grecia. Siamo ultimi in Europa anche per tasso di natalità, con 1,24 figli per donna e un forte calo demografico. Il doppio ruolo di madre e lavoratrice continua a rappresentare una trappola per molte donne che spesso, dopo il congedo di maternità, non riescono a rientrare né a ricollocarsi per mancanza di supporto e per obsolescenza delle competenze.

Uno spreco di talento e risorse

Come dimostrano i numeri, il fenomeno è allarmante e comporta un enorme spreco di talento e risorse. La lotta al mismatch, che pure deve essere al centro dell’attenzione politica, è però una sfida di tutti e una responsabilità personale e professionale che ciascuno dovrebbe assumersi, nell’obiettivo comune di costruire un mercato del lavoro nel nome dell’inclusività e della sostenibilità sociale.